ALLERGIE, INTOLLERANZE ED INFIAMMAZIONE DA CIBO

ALLERGIE, INTOLLERANZE ED INFIAMMAZIONE DA CIBO

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Facciamo un po’ di chiarezza.
Il sistema immunitario è coinvolto nella modulazione della tolleranza verso il mondo (ed il cibo). L’immunità innata reagisce in prima linea con una risposta cellulare, mediata da macrofagi, citochine infiammatorie come il BAFF (B Cell Activating Factor). L’immunità adattativa invece coinvolge i linfociti T e i linfociti B che producono anticorpi.

Allergie ed intolleranze sono due condizioni diverse, che arrivano però spesso ad interagire tra di loro, contribuendo entrambe ad aumentare il livello di infiammazione dell'organismo e a stimolare le manifestazioni allergiche.

Le allergie classiche comprendono reazioni immunitarie ad uno stimolo antigenico (il cibo nel caso di allergia alimentare) mediate dall’immunità adattativa, con coinvolgimento di mastociti, basofili, istamina e anticorpi Ig E.
Sono reazioni immediate che compaiono in genere a distanza di pochi minuti/ore anche in presenza di pochi anticorpi in seguito a minime ingestioni di allergene.

Ci sono poi reazioni di tipo enzimatico causate da deficit di enzimi coinvolti nel metabolismo come nel caso dell'intolleranza al lattosio (deficit di lattasi) e reazioni farmacologiche causate da molecole bio attive come caffeina, istamina, tiramina.

Con il termine di infiammazione da cibo si identificano una serie di fenomeni dovuti alla produzione di sostanze infiammatorie, come il BAFF ed il PAF, in seguito al contatto con un alimento verso cui esista una reazione immunologica.
Il termine INFIAMMAZIONE DA CIBO identifica le intolleranze alimentari o allergie ritardate (riconosciute da Finkelman nel 2007), fenomeni che si manifestano attraverso una via alternativa, mediata da macrofagi, cellule intestinali, citochine infiammatorie e modulati da Ig G, stimolati da grandi quantità di antigeni ripetute nel tempo, in seguito ad accumulo e superamento del livello soglia.
I livelli di Ig G hanno un duplice significato, di tolleranza immunologica e di reattività. Le Ig G aumentano nel processo di tolleranza e agiscono tenendo sotto controllo le IgE, responsabili della reazione allergica vera e propria. Quando lo stimolo antigenico aumenta oltre i livelli soglia ecco che le IgG diventano mediatori di reazione avversa infiammatoria.

Ci sono infine reazioni immunologiche miste che coinvolgono sia l’immunità innata, sia l’immunità adattativa (Ig E mediata) come la celiachia (patologia autoimmune che provoca atrofia dei villi intestinali per reattività al glutine).

Il concetto di infiammazione da cibo ci permette di spiegare la presenza di una risposta infiammatoria ed immunitaria anche in assenza di anticorpi Ig E, dovuta ad un consumo eccessivo e/o ripetuto dello stesso alimento, e di intervenire verso il recupero della tolleranza rientrando entro il livello di soglia.

L’infiammazione è alla base di sintomi diversi che possono interessare tutto l’organismo: l’apparato gatro intestinale, il sistema respiratorio, la cute, il sistema nervoso, l’apparato genito urinario, il sistema muscolare e articolare, il metabolismo, il peso corporeo, la sensibilità insulinica, stanchezza cronica.
Identificare il proprio livello di infiammazione e lavorare verso la sua riduzione anche attraverso l’alimentazione risulta un metodo efficace nel recupero della tolleranza e guarigione.

Tutte le manifestazioni di carattere infiammatorio cronico dovrebbero farci pensare anche ad una reattività alimentare come parte delle cause. Non è un caso che nelle malattie autoimmuni sia sempre coinvolto anche un danno intestinale con compromissione della funzione di barriera selettiva (leaky gut).

Il recupero della tolleranza passa attraverso una terapia alimentare volta alla riduzione dello stimolo antigenico entro i livelli soglia con una dieta di rotazione che prevede l’eliminazione del cibo in questione per alcuni giorni alla settimana, e la sua introduzione in piccole dosi (a volte minime) dello stesso in altri giorni della settimana.

Grazie a test specifici che misurino BAFF, PAFF e IgG, come il Recaller Program, è possibile individuare i gruppi alimentari verso cui è presente una reattività e agire con una dieta di rotazione per abbassare l’infiammazione e risolvere i disturbi agendo sulle cause (http://ilariabertini.it/docs/recaller-program.pdf)





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