CONOSCI LE CAUSE, TROVI SOLUZIONI

CONOSCI LE CAUSE, TROVI SOLUZIONI

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Medicina e nutrizione funzionale.

Da qualche anno sto approfondendo la medicina e la nutrizione funzionale, un approccio centrato sul paziente e con il paziente, sul suo vissuto di malattia, disagio, volto ad individuare le cause del o dei problemi per trovare la miglior soluzione e la miglior espressione di sè.
Il corollario dei sintomi non è altro che un segnale che qualcosa non va: la pressione alta, la difficoltà a dormire, il peso che aumenta, una glicemia ballerina, il mal di testa.
Se ci limitiamo a sopprimere o trattare il sintomo staremo bene (forse?) nel breve termine, ma il problema si ripresenterà sino a quando non si individueranno le cause e si lavorerà su quelle.

La nutrizione funzionale mette a disposizione di noi professionisti uno strumento importantissimo e potentissimo nel percorso terapeutico.
Solo se ci approcciamo in ottica funzionale possiamo cucire le indicazioni nutrizionali adatte a quel paziente in quel preciso momento.
Non esiste *la* dieta, ma esistono differenti approcci nutrizionali con focus specifici.

In tale ottica la fase di anamnesi e di raccolta di informazioni è basilare per cogliere il paziente a 360 gradi: siamo un insieme di cellule in continua comunicazione, occuparci di un organo o una ghiandola senza prenderne in considerazione le relazioni con le altre parti è fare un buco nell’acqua. L’equilibrio tra le parti è così sottile che se qualcosa cambia ne risente inevitabilmente l’insieme.
Raccogliere più informazioni possibili attraverso un’attenta anamnesi passata, dei fattori scatenanti e di quelli perpetuanti. Prendere nota di stato nutrizionale e clinico e di esami diagnostici. Indagare lo stile di vita e le abitudini alimentari.
Organizzare le informazioni raccolte per focalizzare l’attenzione sugli assi interessati e sugli aspetti dello stile di vita ed alimentari su cui intervenire (assimilazione, digestione ed assorbimento, microbioma, sistema immunitario, infezioni, infiammazione, energia mitocondriale e metilazione, sistemi di processazione ed eliminazione, trasporto e circolazione, comunicazione endocrina, nervosa, immunitaria, integrità strutturale di ossa, articolazioni e muscoli). Non trascurabili gli aspetti emotivi, psicologici e spirituali.
Confrontarsi con il paziente su aspetti per lui importanti e focalizzare insieme gli obiettivi.
Dare ordine per individuare le priorità.
Dar vita ad un percorso terapeutico, con le dovute collaborazioni e supporto.
Monitorare i progressi.

Questo è l’approccio funzionale, di cui la nutrizione fa parte.

La scelta dietetica avrà degli obiettivi terapeutici e dei tempi diversi per ciascuno.
Spesso per resettare un equilibrio perduto si lavora con diete di eliminazione per un certo numero di settimane (si vanno ad eliminare cibi che contengono molecole irritanti, infiammatorie, tossiche e si introducono alimenti funzionali con attività biologica benefica). Ripristinate le funzioni e l’integrità strutturale (ove ci fosse stato un danno), si procede con reintroduzioni volte a raggiungere un’alimentazione quanto più completa e varia possibile, nei limiti della tolleranza individuale. Il tutto tenendo ben al centro del lavoro il paziente stesso, le sue difficoltà, le sue preferenze, la sostenibilità del piano alimentare.
La dieta può agire su più livelli:

Su sintomi gastrointestinali
Sull’assetto lipidico e cardiovascolare
Sull’equilibrio metabolico ed ormonale
Sul peso corporeo e la ritenzione idrica
Su malattie autoimmuni
Sulla leaky gut
Sullo stato energetico
Su patologie dermatologiche
Sulle manifestazioni allergiche
Su problemi neurologici
Sull’umore
Sulla prestazione sportiva

Non aspettiamoci miracoli, la dieta da sola spesso non è *la* causa, ma funge da fattore scatenante e/o perpetuante un problema.
Di conseguenza la dieta non sarà *la* soluzione a tutti i mali, ma uno strumento di cura e supporto, in grado di migliorare i sintomi, accelerare e/o supportare il percorso di guarigione, mantenere un certo grado di benessere, sostenere le capacità di difesa.

Sta per terminare l’anno, spesso tra i propositi per il nuovo, fa capolino quello di rimettersi in forma. Se pensiamo a quanto detto sopra capirete bene che seguire la dieta di moda xxx avrà poco senso e breve vita. Così come la corsa nelle palestre, le ore sul tapis roulant, l’integratore yyy.

Se vogliamo veramente prenderci cura del nostro corpo e del nostro peso abbiamo bisogno di fare un pò di pulizia. Inevitabilmente qualche *extra* durante le festività c’è stato, qualche cena in più, qualche aperitivo per lo scambio degli auguri, il piatto della nonna.
Cibi e bevande che potrebbero aver appesantito un pochino il nostro organismo, averci lasciato un pò di stanchezza, mal di testa, rallentamento digestivo…un pò come se gli organi atti allo smaltimento fossero *intasati* e non lasciassero allontanare ciò che ci disturba (osservate la regolarità intestinale, è uno dei primi segnali).
E se vogliamo perdere massa grassa dobbiamo anche ricordare di ridimensionare l’apporto calorico.

Eliminiamo zucchero, dolci e dolciumi, alimenti industriali, limitiamo farinacei, latticini e tutti quegli alimenti che sappiamo essere poco tollerati. Evitiamo carne e pesce di allevamento intensivo, preferiamo alimenti freschi, biologici.
Facciamo porzioni adeguate, senza eccessi, anche per quanto riguarda i vegetali: abbuffarsi di frutta e verdura (magari scondite?) può essere controproducente.
Usiamo olio extra vergine di oliva a crudo come condimento.
Beviamo acqua durante la giornata, qualche infuso o tisana come tarassaco, cardo mariano, erba tulsi, zenzero e limone, ortica, malva, melissa, finocchio.
Diamo la priorità a ricette semplici, insaporendo con le spezie (curcuma, zenzero e cannella).

Se questi rimedi non sono sufficienti è bene rivolgersi ad un professionista che sappia aiutarvi ad individuare il motivo per cui tutto sembra essere bloccato.
Le cause di un metabolismo rallentato e di difficoltà a rimuovere le tossine potrebbero risiedere in una tiroide affaticata (non necessariamente una patologia tiroidea), in uno stato di stress psico fisico eccessivo, in un disequilibrio ormonale (cortisolo, insulina, estrogeni, progesterone, testosterone), in un accumulo di tossine (alimentari, ambientali, cosmesi), in un’infezione latente, in una disbiosi più o meno grave, in un approccio scorretto all’attività fisica…
Ognuno di questi aspetti necessita di indicazioni dietetiche ad hoc. Denominatore comune: dieta anti infiammatoria, semplice, rimineralizzante, nutriente.

In alcuni casi potrebbe essere necessario qualcosa di più: qualche giorno detox (non tanto con finalità dimagrante, ma per aiutare gli organi emuntori e dare riposo gastrointestinale) oppure l’inserimento di qualche pasto liquido (estratti verdi ricchi di fitonutrienti antiossidanti di supporto alle funzioni cellulari e al fegato) nella giornata oppure pianificare un digiuno intermittente ben strutturato.
L’integrazione a supporto degli organi emuntori e al microbiota, allo stato energetico e strutturale potrebbe aiutare, ma sapendo bene cosa si sta scegliendo, come, quanto e quando assumerlo. Evitate il fai da te.

E ricordate di non focalizzarvi *solo* sul cibo e sul calcolo dei macronutrienti, sulla pazza ricerca della dieta magica.
Ci sono altri aspetti che contribuiscono a farci funzionare bene: esercizio fisico ben strutturato, riposo, gestione dello stress, relazioni, natura, sorrisi, passioni, cura di sè, respirazione, meditazione, lettura, gratitudine….
E un minimo di pianificazione per non ritrovarsi sommersi dagli impegni e trascurare aspetti importanti della vita di ogni giorno (tra cui anche l’alimentazione).

Trovare la strada giusta per stare bene può essere un viaggio lungo e non privo di ostacoli, ma se lo si affronta con coraggio, costanza, curiosità, fiducia e con il giusto aiuto, si possono raggiungere solidi traguardi, con l’effetto collaterale di conoscersi meglio e riscoprirsi più forti, più abili, più sereni, con una valigia di strumenti di salvataggio da sfoderare al bisogno.



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