COSA POSSIAMO IMPARARE DAI NOSTRI ANTENATI?

COSA POSSIAMO IMPARARE DAI NOSTRI ANTENATI?

Back
Negli ultimi anni sentiamo spesso parlare di paleo dieta, primal dieta, stili alimentari che ricalchino le scelte dei nostri antenati, dell'uomo cacciatore raccoglitore.
Per quale motivo? Perchè in quelle comunità erano praticamente assenti le malattie cronico degenerative così diffuse ed invalidanti oggi, sovrappeso e obesità, diabete, malattie del sistema immunitario, tiroiditi, malattie cardiovascolari, tumori.
Si moriva per infezioni acute, perchè si era divorati dagli animali, per eventi atmosferici imprevedibili...
L'evoluzione dell'uomo è sempre stato un processo lento che ha plasmato negli anni il codice genetico in modo tale da selezionare i geni migliori alla sopravvivenza.
Negli ultimi 10 000 anni i passaggi evolutivi e i cambiamenti degli stili di vita sono stati tali da impedire un buon adattamento, per cui ci ritroviamo a vivere in società progresso, automatizzate, in abbondanza di cibo, ma con un patrimonio genetico adatto alla sopravvivenza in ambienti completamente diversi.
Questo spiega la tendenza a fare scorte energetiche (grasso) in presenza di cibo per esempio, cosa davvero pericolosa oggi.

Al di là delle mille teorie, a volte un pò troppo "tirate" sulle scelte alimentari che dovrebbero riportarci in salute (credo che un minimo di evoluzione genetica e di adattamento ci sia stato), credo che ci siano alcuni aspetti importanti da ricordare e che ci permetterebbero di vivere meglio ed evitare disfuzioni e malattie.

Le popolazioni primitive vivevano secondo il ritmo naturale di luce e buio, dormendo dal momento in cui calava il sole e alzandosi all'alba, il chè permetteva un'ottima sintonia con i ritmi circadiani e il corretto funzionamento crono biologico e ormonale.

Le popolazioni primitive si nutrivano di cibi di origine animale e vegetale, in proporzione variabile a seconda della disponibilità, della stagione. Erano presenti molti vegetali, fibre, carboidrati integri, naturali, non processati, grassi e proteine da semi e animali selvaggi, quasi assenti gli zuccheri fatta eccezione per piccoli frutti.

Uomini e donne vivevano in comunità attive, basate sulla caccia e il raccolto, su lavoro manuale, con piccole pause durante la giornata per poi riposare al primo imbrunire.

Tra le questioni più spesso dibattute: ma la percentuale di nutrienti dell'alimentazione primitiva quali erano? Pochi carboidrati? Proteine e grassi? Alimentazione prettamente animale o vegetale?
L'evidenza scientifica è determinante nel dichiarare l'uomo onnivoro.
Alcuni studiosi tra cui Cordain L. hanno esaminato i dati etnografici di 229 comunità cacciatori e raccoglitori di diverse regioni geografiche. Dai risultati è emersa una ampia variabilità nella distribuzione dei macronutrienti:
- proteine 19-35%
- grassi 28-58%
- carboidrati 20-40%
Tale variabilità dipende dalla diversa regione geografica di appartenenza, dalla stagionalità e disponibilità di cibo.
Secondo lo studio di Cordain et al le popolazioni che rientravano nel 40°gradi di latitudine nord e sud dall'equatore avevano una dieta maggiormente ricca in cibi di origine vegetale, oltre il 40° la dieta si modificava a favore di cibi di origine animale, quindi con più proteine e grassi.
Nonostante le critiche dovute all'incertezza rispetto i dati (diversa composizione in grassi e proteine di carni di animali allevati o selvaggi, parte dell'animale consumata preferibilmente, in quale periodo dell'anno gli animali venivano consumato) da questa revisione interessante si possono tracciare alcuni aspetti comuni a tutte le popolazioni, o quasi, e che le hanno rese comunità forti e sane:
- La proporzione tra carboidrati proteine e grassi non era fissa, ma variabile durante il periodo dell'anno, a seconda della stagione, passando da molto bassa in carboidrati, a periodi in cui invece tali nutrienti erano tra le fonti energetiche principali.
- L'alimentazione alternava naturalmente periodi di abbondanza di cibo a semi digiuno.
- L'apporto di fibre giornaliero variava tra 50-200 gr al giorno, valore estremamente alto rispetto a quanto consigliato nelle linee guida attuali (25-30 gr al giorno), con gli effetti postivi per la salute.
- L'alimentazione era basata su cibi naturali, integrali, non processati, minimamente lavorati, di stagione, di origine animale e vegetale. Le carni appartenevano ad animali pescati in mare, ad animali selvaggi, vissuti liberamente cibandosi di ciò che offriva natura (non certo mangimi e sicuramente non trattati con antibiotici o ormoni). Si trattava di una dieta ricca e nutriente nei macro nutrienti e soprattutto in micronutrienti essenziali (minerali, vitamine, antiossidanti, fibre) di cui era ricco il terreno e di conseguenza la vegetazione e tutta la seguente catena alimentare.

Vale forse la pena soffermarsi a riflettere su questi aspetti più che sul calcolo al grammo dei carboidrati, proteine o grassi da assumere nella giornata o sulle calorie.
Non credete?

SEGUIMI SU

Contact

Richiedi un appuntamento

close