INTESTINO-MICROBIOTA, UN RAPPORTO SIMBIOTICO

INTESTINO-MICROBIOTA, UN RAPPORTO SIMBIOTICO

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Da poco sono stata ad una giornata di formazione interessantissima sul microbioma. E' sempre così affascinante capire come l'insieme dei batteri intestinali interagisce con noi, supportando le nostre capacità digestive ed assorbitive, il nostro sistema immunitario, proteggendoci da spiacevoli "invasori"...

Il tubo digerente inizia con la bocca e termina con l'ano. Le principali funzioni sono quelle di:
- degradare gli alimenti (digestione) in modo da scomporre molecole di grosse dimensioni in monomeri
- assorbire
- barriere selettiva, orchestrando il passaggio di ciò che deve entrare e di ciò che deve rimanere nell'intestino ed essere poi eliminato

La digestione inizia nella bocca, motivo per cui un'adeguata e prolungata masticazione favorisce i processi digestivi e stimola aree del cervello dedicate alla ricompensa = maggior soddisfazione del pasto.
Lo stomaco è un organo centrale nella digestione delle proteine, necessita di un ambiente acido per attivare gli enzimi deputati alla degradazione proteica. Le cellule dello stomaco infatti producono acido cloridrico e al contempo uno strato mucoso protettivo. Senza una corretta acidità gastrica non può esserci una buona digestione, saremmo soggetti a sovra crescita batterica, potremmo incorrere in carenze nutrizionali da malassorbimento di ferro e vitamina B12.
Tra le maggiori cause di ipocloridia: stress, uso inappropriato di inibitori di pompa protonica, ipotiroidismo.

L'intestino è un organo lungo 5-7 metri la cui superficie totale raggiunge i 1000 metri quadrati. Le cellule intestinali sono gli enterociti che hanno la principale funzione di completare la digestione, assorbire e fungere da barriera selettiva. Questa funzione è potenziata dalla presenza del microbiota.
Tra gli enterociti sono presenti le giunzioni strette che rendono adese le cellule le une alle altre in modo che non vi sia passaggio di molecole non gradite (se non sotto stretto controllo).

Microbiota e intestino fanno da barriera selettiva e interagiscono con il sistema immunitario intestinale (galt) e ed il sistema nervoso enterico a più livelli: il microbiota, uno strato mucoso, gli enterociti e le giunzioni strette.

Circa 2-3 kg di batteri sono localizzati nel colon, con un'attività metabolica pari e/o superiore a quella del fegato. Possiamo quindi considerare lo stesso microbiota un organo con molteplici funzioni:

- metabolica: produce vitamine (D, K, B12), etanolo, acidi grassi a corta catena importantissimi per il trofismo delle cellule intestinali. Il microbiota ha inoltre un ruolo nel metabolismo dei farmaci e degli ormoni (estrogeni, testosterone, progesterone, ormoni tiroidei, cortisolo, catecolamine), andandone a regolare la concentrazione ematica.
- protettiva: produce molecole anti batteriche e favorisce la produzione di muco intestinale.
- strutturale: sostiene la maturazione delle cellule intestinali, il loro tourn over.
- motoria: regola il transito intestinale (i batteri che regolano la motilità sembrano essere concentrati prevalentemente nell'appendice).
- endocrina: produce molecole di segnale che comunicano con sistema immunitario, sistema nervoso, cervello, muscoli, tessuto adiposo, fegato, pancreas, intestino.

Possiamo immaginare cosa accade se si rompe questo equilibrio simbiotico? Ingresso di molecole pericolose, antigeni, alimenti non digeriti, patogeni, tossine, sovraccarico epatico, iper stimolazione del sistema immunitario, maggior rischio di sviluppare disordini auto immuni.

Prendiamocene cura: meno stress, dieta anti infiammatoria (niente zuccheri, niente eccessi alimentari, meno farinacei e latticini), nutriente, naturale, biologica, masticazione prolungata, buoni apporti di fibre e grassi salutari (olio evo, olio di cocco extra vergine, avocado, noci di macadamia, ghee, tuorlo d'uovo), consumo abituale di pesce pescato nel mediterraneo, brodo di ossa (di animali grass-fed), utilizzo di spezie anti infiammatorie come curcuma, zenzero, cannella e piccole dosi di alimenti fermentati come l'aceto di mele bio non pastorizzato.

...e quando necessario integriamo con un probiotico e/o prebiotico di alta qualità (la scelta dipende dalla condizione che si vuole riequilibrare, se proveniamo da un trattamento antibiotico o farmacologico sarà assolutamente necessario un probiotico*).

*Un buon probiotico deve essere:
- Vivo e di origine umana
- Resistente ad acidità gastrica ed ai sali biliari
- Capace di colonizzare in maniera permanente
- Contenuto batterico per capsula non inferiore al miliardo di unità
- Appartenente a specie batteriche riconosciute come “probiotiche"


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