MANGIARE CONSAPEVOLMENTE

MANGIARE CONSAPEVOLMENTE

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Mindful eating, se ne parla molto, vediamo di cosa si tratta e perché è utile.
È una forma di meditazione che aiuta a riconoscere e fronteggiare le emozioni e le sensazioni fisiche. È stata sperimentata in diversi disturbi e/o patologie come il binge eating, la depressione, l’ansia, disturbi del comportamento alimentare, l’obesità e il diabete di tipo 2, in campo oncologico, in ambito pediatrico.
Si tratta di applicare la mindfulness (la piena consapevolezza sul momento presente) per raggiungere la più completa attenzione sul comportamento alimentare e sugli stimoli e sensazioni psico-fisiche legate alla fame e alla sazietà, al comportamento alimentare.
A grandi linee mangiare consapevolmente prevede di:
- Mangiare lentamente
- Ascoltare le sensazioni fisiche della fame
- Mangiare sino a quando ci si sente sazi, fermandosi anche se nel piatto c’è ancora cibo
- Distinguere la fame fisica dalla fame emotiva, identificando quali sono gli stimoli interni o esterni che ci spingono a mangiare
- Mangiare con i sensi
- Imparare a fronteggiare il senso di colpa e l’ansia rispetto al comportamento alimentare
- Mangiare per stare bene, in salute
- Annotare gli effetti che il cibo ha sul nostro umore, le nostre sensazioni
- Apprezzare il cibo che mangiamo

Questi accorgimenti ci permettono di sostituire i pensieri e le reazioni automatiche con risposte più consapevoli e salutari.
Troppo spesso mangiamo di fretta, facendo altro, davanti al computer o a telefono, in piedi, passando da una stanza all’altra o facendo giocare i bimbi…
Così facendo non abbiamo la reale percezione di aver mangiato, non ci sentiamo sazi, mangiamo cibo a casaccio senza alcuna attenzione alla qualità, ai sapori, profumi, aromi…
Qualcuno si sentirà in colpa per aver consumato mezzo pacco di biscotti o di patatine, altri ancora mangeranno dopo qualche ora perché “affamati”, altri avvertiranno mal di stomaco o disturbi digestivi…
Nel lungo termine tali comportamenti alimentari “distratti” possono portarci a veri e propri disturbi e/o patologie in cui ciò che mangiamo può essere una delle possibile cause.

In pratica cosa possiamo fare:
- Mangiare lentamente, masticando a lungo ogni boccone, che dovrà avere la giusta misura, né troppo piccolo né troppo grande
- Eliminare le distrazioni durante il pasto, ad esempio spegnendo TV, cellulare, computer
- Mangiare in silenzio o in un ambiente confortevole
- Preparare la tavola e mettere davanti a sè ciò che si intende mangiare, osservate la tavola, il modo in cui la avete apparecchiata, i colori...
- Concentrarsi su come ci fa sentire mangiare quel determinato cibo
- Provare a fermarsi appena si avverte un lieve senso di pienezza, anche se non si è terminato il piatto
- Quando state per mangiare qualcosa chiedetevi perché lo state facendo, provate a mettere una mano sullo stomaco e a chiedervi se avete fame, chiedetevi se c’è altro che vi sta portando ad aprire il frigorifero
- Esercitarsi a fare i degustatori…usando i 5 sensi provate a descrivere mentalmente il cibo che mangiate: come appare, che rumore sentite nel masticare, quale profumo o aroma, che consistenza e superficie ha, quale sapore.

L’esercizio del degustatore o sommelier è molto utile perché sposta la totale attenzione all’atto del mangiare, ci permette di apprezzare maggiormente il pasto e/o di accorgerci se una cosa ci piace o non ci piace.
Utilissimo per gli adulti che troppo spesso “ingurgitano” senza pensare e senza rendersi conto dei sapori, divertentissimo con i bambini.

Provate a soffermarvi al vostro prossimo pasto e date ad ogni pietanza delle caratteristiche legate ai 5 sensi. Di seguito qualche esempio:

VISTA: appuntito, arrotondato, bello, brillante, colorato, corto, sottile, grande, largo, lucido, minuscolo, ovale, rotondo, pallido, piccolo, striato, trasparente…
UDITO: croccante, frusciante, gorgogliante, rumoroso, sfrigolante, silenzioso…
OLFATTO: acre, agrumato, aromatico, balsamico, delicato, dolce, fragrante, fresco, fruttato, intenso, penetrante, piacevole, pungente, fresco…
TATTO: appiccicoso, bagnato, bitorzoluto, caldo, bollente, carnoso, duro, elastico, filamentoso, flaccido, friabile, freddo, gelatinoso, ghiacciato, granuloso, leggero, levigato, liscio, molle, morbio, oleoso, peloso, poroso, rigido, rugoso, rovente, scivoloso, setoso, spinoso, tenero, umido, unto, vellutato…
GUSTO: acido, acre, agrodolce, amaro, amarognolo, aromatico, appetitoso, aspro, astringente, compatto, cremoso, delicato, dolce, farinoso, fibroso, fresco, forte, gradevole, salato, insipido, maturo, gustoso, neutro…

Provato?
Come siete stati nel fare questo esercizio?

Ponetevi l’obiettivo di farlo 1 volta al giorno…da soli vi accorgerete di quanto è utile per avere maggior consapevolezza di ciò che state mangiando e sano piacere per il cibo, inteso come nutrimento adeguato ai propri bisogni e necessità.
Seguire indicazioni specifiche può diventare così meno faticoso!

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