NICHEL, SOLO QUESTIONE DI PELLE?

NICHEL, SOLO QUESTIONE DI PELLE?

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Le forme di allergia e/o sensibilità al nichel sono piuttosto frequenti, sapete che non si tratta solo di allergia da contatto? ma che l'intestino può essere parte del problema?
Spesso si manifestano in dermatiti, orticaria, chiazze rosse sul corpo, afte, prurito, ma per più del 20% delle persone che ne soffrono anche in gonfiore addominale, nausea, malessere generale, stanchezza, mal di testa.
In caso di allergia i sintomi si manifestano istantaneamente, nel caso di sensibilità invece possono passare anche alcuni giorni e in questo caso la manifestazione è da accumulo.
L’alimentazione gioca un ruolo molto importante nel gestire l’allergia al nichel migliorandone la sintomatologia (riduzione dell’intensità, frequenza). Nelle sensibilità una dieta di rotazione su alimenti ad alto contenuto in nichel può portare al superamento del problema, riacquisendo la tolleranza grazie ad un intestino più forte.
Un percorso lungo ma efficace, richiede pazienza, attenzione, organizzazione, ma i risultati sono ottimi!

La dieta di rotazione prevede per 4-6 settimane un programma alimentare che elimini i cibi ad elevato contenuto di nichel, concedendone piccole quantità in soli 2 giorni alla settimana distanziati tra loro. Progressivamente si andranno ad aumentare il numero di pasti liberi settimanali, con gradualità e attraverso un attento ascolto della propria risposta individuale alla reintroduzione dell’uno o dell’altro alimento.

In parallelo alla dieta di rotazione si punterà ad aumentare il consumo di alimenti a sostegno dell'intestino come olio evo, spezie ed erbe aromatiche, yogurt intero naturale, verdure e frutta, pesce, uova, carne e, soprattutto lavorando sulla masticazione e su tutti gli aspetti della digestione.

Importante escludere infezioni batteriche o parassitarie, SIBO, gravi disbiosi, IBD. In questi casi è prioritario il lavoro su queste problematiche.

Una piccola premessa: in rete troverete sicuramente elenchi di cibi che contengono nichel spesso discordanti. Questo è dovuto sia all’attendibilità della fonte da cui vengono estrapolati i dati, sia dalla presenza ubiquitaria del metallo nei cibi e alla variabilità dello stesso nel terreno, nell'aria e nell'acqua.

Tuttavia è bene avere uno schema di riferimento da modificare e personalizzare tenendo un diario alimentare in modo da segnalare i cibi che provocano la sintomatologia. Due strumenti che insieme rendono il percorso unico ed individuale.

Attenzione particolare ai prodotti industriali contenenti oli vegetali idrogenati o non idrogenati, durante la loro lavorazione è riscontrata una elevata presenza di residui di solfato di nichel.
Anche tutti i cibi cotti contenenti oli vanno eliminati nei giorni di dieta perché vanno incontro ad una modificazione biochimica analoga all’idrogenazione, divenendo pro infiammatori.

Anche per quanto riguarda i cereali integrali una nota importante: il cereale integrale in chicco è da considerarsi meno problematico (ad eccezione di alcuni ad elevato contenuto di nichel come l’avena ed il mais)delle farine integrali derivate a causa di residui di nichel nel processo di macinazione.

Di seguito un elenco che può fare da base di riferimento per la dieta senza nichel da seguire nei 5 giorni alla settimana per le prime 4-6 settimane.
Evitare:
- Spinaci, funghi, kiwi, cacao, pomodoro, pera, asparagi, rabarbaro, uva passa, prugne, cipolle, lattuga.
- Lenticchie e arachidi. Altri legumi come lenticchie e ceci decorticati possono essere inseriti secondo tolleranza in un secondo step.
- Mais, avena, miglio, grano saraceno ed in genere i cereali integrali vanno limitati.
- Aringhe, ostriche, cozze, vongole, crostacei, cibi in latta di qualunque genere (tonno, pelati, legumi etc)
- Margarine e grassi vegetali (diversi dall'olio evo).
- Dado da brodo.
- Alimenti industriali, gelato industriale, pani speciali, pasticceria industriale, alimenti fritti, fast food.
- Semi oleosi e frutta secca a guscio tostati o cotti. Il loro consumo NON quotidiano nella forma naturale può essere considerato possibile secondo la propria tolleranza.
- Cacao e cioccolato
- Liquirizia
- Frutta essiccata (uvetta, datteri...)
- Tè e caffè

Qualche idea per i giorni di dieta?
- Frutta: melone, pesca, banana, mela, agrumi, fragole, frutti di bosco, avocado, cocco fresco, olive.
- Ortaggi: valeriana, cetrioli, zucchine, indivia belga, broccoli, carote, radicchi, fagiolini, finocchi, peperoni, porri.
- Patate, zucca, batata.
- Riso non integrale/acquerello/basmati.
- Olio evo crudo.
- Pesce, uova, carne, latticini da animali grassfed, di pecora, capra, vaccini, da latte crudo (tipo monte veronese, feta) o fermentati (yogurt, kefir naturali).
- Piccole quantità non quotidiane di semi oleosi e frutta secca a guscio solo naturali, inizialmente senza pellicina. Preferibilmente tenute in ammollo una notte e poi fatte asciugare naturalmente al sole o in forno a bassa temperatura. Si trovano in commercio come germogliate o attivate.

NB: attenzione al fumo di sigaretta, veicolo di residui di nichel.
NB2: una carenza di ferro può aumentare l'assorbimento di nichel.
NB3: un intestino infiammato reagisce in modo più violento anche a basse concentrazioni di nichel.

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