OSSALATI E INFIAMMAZIONE

OSSALATI E INFIAMMAZIONE

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Gli antinutrineti sono molecole presenti in natura, sia nel mondo vegetale, sia in quello animale, che possono ridurre la biodisponibilità di minerali e vitamine, inibire l’azione di alcuni enzimi deputati alla digestione e rendere indigeribili le proteine, irritare la mucosa intestinale, alterare l’equilibrio del microbiota, aumentare l’infiammazione e stimolare l’immunità.
Questo accade se le quantità introdotte sono elevate e ripetute nel tempo.

Un metabolismo alterato degli ossalati è correlato ad infiammazione, dolore (in particolare dolore articolare e vulvodinia), bruciore, carenze nutrizionali, disordini immunitari, stress ossidativo e deplezione di antiossidanti (glutatione).
Per metabolismo alterato si intende aumentata produzione endogena, aumentato assorbimento intestinale, ridotta eliminazione.

Tra le cause: una predisposizione genetica, una disbiosi, una leaky gut, scarsa idratazione, carenza o eccessiva integrazione di calcio, eccessiva integrazione di vitamina C, elevato apporto di fruttosio, eccessivo consumo di sale (da junk food).

Gli ossalati sono presenti nelle verdure a foglia verde in particolare spinaci e biete, nelle rape, nelle noci, nella soia e nel cioccolato.
La sintesi endogena proviene dal metabolismo della vitamina C, dal fruttosio e in parte dai nostri batteri (in particolare i lieviti tra cui la candida). Essa è favorita in caso di carenze nutrizionali quali vitamina B6, magnesio e tiamina.

Un aumentato assorbimento e/o sintesi endogena e/o difetto di eliminazione porta ad un aumento degli ossalati a livello renale e conseguente iperossaluria (tuttavia potrebbero esserci quantità elevate di ossalato in circolo e nei tessuti anche in assenza di ossaluria).
Normalmente l’assorbimento intestinale è molto basso, ma aumenta notevolmente in condizioni di aumentata permeabilità intestinale.

Gli ossalati legano minerali, in particolare calcio, zinco, magnesio, alterandone le concentrazioni intra ed extra cellulare.
Un microbiota in equilibrio ha un ruolo fondamentale perchè riesce a modulare l’assorbimento degli ossalati e a de-coniugare i minerali ad essi legati rendendoli disponibili all’ospite (Oxalobacter formigenes).

Un’altra condizione che può portare ad aumentato assorbimento di ossalati è il malassorbimento dei grassi. Quando i grassi non sono assorbiti si legano al calcio riducendone la quantità nel lume intestinale. Gli ossalati liberi sono assorbiti più facilmente.

Gli ossalati in eccesso presenti nella circolazione linfatica ed ematica raggiungono qualsiasi distretto corporeo con potenziali effetti negativi da stress ossidativo, interferenze recettoriali, inibizioni enzimatiche, danno cellulare, anche a livello di barriera emato-encefalica (sintomi neurologici).
Gli ossalati legano recettori di membrana TLR e NOD, che al loro volta inducono la produzione di citochine infiammatorie e attivano l’immunità.

Una dieta a basso contenuto di ossalati può essere utile in casi di:
Dolore articolare
Fibromialgia
Vulvodinia
Fibrosi cistica
Calcolosi renale
Malattie autoimmuni
Stanchezza
Aumentata permeabilità intestinale
Connettiviti
Malattie infiammatorie croniche intestinali
Sindrome del colon irritabile
Diarrea e/o stipsi
Carenze nutrizionali: B6, magnesio, tiamina
Autismo
Scarsa tolleranza verso alimenti che contengono elevate concentrazioni di ossalati e zolfo

Alimenti più ricchi in ossalati:
Verdure: spianci, biete, greens, rape, carciofi, rabarbaro, porri, patata dolce.
Legumi, in particolare la soia.
Olive.
Pompelmo, more, lamponi, ,kiwi, melograno, cachi, fichi secchi.
Cereali integrali, in particolare frumento integrale, grano saraceno, mais, amaranto.
Noci e frutta a guscio (i semi di lino ne contengono pochi).
Cioccolato.
The.

Pesce, carne, uova, latticini (tutti di allevamento non intensivo) sono a basso contenuto di ossalati.

La cottura gentile dei vegetali riduce la presenza di ossalati.

Come intervenire?
Dieta a basso contenuto di ossalati.
Curare il microbiota, evitare un consumo scriteriato di antibiotici.
Cuocere le verdure verdi, sbollentare, ripassare in padella.
Integrare le carenze: B6, magnesio.
Non integrare vitamina C, soprattutto ad alte dosi > 1 gr al giorno.
I citrati favoriscono l’eliminazione di ossalati e proteggono dalla precipitazione di cristalli (magnesio citrato).
Bere acqua, abbondantemente, soprattutto lontano dai pasti.

https://drjockers.com/low-oxalate-diet/
http://lowoxalate.info/index.html

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