...SCUSI IL BAGNO?

...SCUSI IL BAGNO?

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Entrare in un bar con la scusa di un caffè e precipitarsi alla toilette, assentarsi improvvisamente dall'ufficio, non fare in tempo a scendere dall'auto ed arrivare a casa per accedere al proprio bagno…

Che disagio! Ma non immaginate quanto sia frequente.

Il problema della diarrea, fatta eccezione per le forme acute causate da gravi infezioni, intossicazioni, allergie alimentari, è spesso legato allo stile di vita.

La diarrea è uno dei sintomi di un disturbo intestinale più ampio, comprende anche gonfiore, aerofagia e meteorismo, cattiva digestione, stipsi alternata a scariche "non formate" o "caprine", borbogismi, flatulenza, nausea…

Alla base può esserci anche una predisposizione genetica individuale che è responsabile di alterazioni nella produzione di enzimi digestivi per esempio, o di patologie a carico di organi quali fegato, pancreas. Nei casi più gravi può esserci una genetica favorevole a patologie autoimmuni come le tiroiditi in cui anche la parete gastrointestinale viene attaccata dagli anticorpi.

La gran parte della responsabilità è data da trigger ambientali e stile di vita(alimentazione, esercizio fisico, sonno, riposo, gestione dello stress).

Il sistema gastrointestinale è ampiamente innervato tanto che si parla di sistema nervoso enterico per indicare l'insieme delle connessioni nervose. Questo per dimostrarvi quanto il sistema nervoso centrale sia in comunicazione stretta con quello enterico. Ogni emozione, arrabbiatura, stress si ripercuote sul nostro intestino, alternandone la biochimica e la motilità: maggiore o minore produzione di acidi, enzimi, bile, neurotrasmettitori che regolano la motilità…ecco allora che la digestione si complica, si corre in bagno, la pancia diventa un palloncino senza motivo, improvvisamente anche senza toccare cibo.

Rallentate i ritmi, imparate a gestire lo stress con tecniche semplici ed efficaci come la respirazione. Imparate a prendervi cura del vostro tempo, del vostro spazio, imparate a comunicare in modo assertivo e a dire anche "no".

Ritagliatevi il tempo per fare qualcosa di piacevole, che vi faccia sentire bene, fate attività fisica, state all'aria aperta e al sole.

Organizzatevi! La pianificazione è utile per dare spazio anche al piacere e al rilassamento, troppo spesso sommersi dai doveri, lavorativi, familiari, sociali.

Muoversi! È ormai dimostrato l'effetto pleiotropico dell'esercizio fisico regolare. Aiuta a mantenere bassi i livelli dello stress, a rimanere in buona forma fisica, favorisce i movimenti e le secrezioni intestinali.

Mangiare cibi naturali, il meno lavorati possibile. Eliminare zuccheri, dolcificanti, additivi e cibi industriali, farine raffinate, grassi idrogenati, grassi cotti, fritti. Queste scelte dovrebbero essere base quotidiana per evitare l'insorgere di disturbi intestinali.

Ma quando i sintomi ci sono, che fare?

Iniziare un periodo più o meno prolungato di "clean up" o pulizia è quello che ci permetterà di ritrovare il benessere intestinale e di abbandonare quel fastidioso disagio.

Una dieta semi liquida per qualche giorno fatta di brodo di carne fatto in casa, con ossa e midollo compresi, a cui aggiungere piccole quantità di verdure da cuocere nel brodo stesso, acqua a temperatura ambiente con limone e infusi allo zenzero.

Gradualmente introdurre porzioni piccole di carne e pesce teneri, verdure cotte, tuorlo d’uovo, olio extra vergine di oliva, olio di cocco, avocado, yogurt naturale se tollerato, piccole quantità di frutta a guscio e semi (prima tritati finemente a farina da aggiungere alle zuppe o alle verdure).

Successivamente frutta frullata e filtrata, mele cotte, mele intere, vegetali crudi. In modo tale da raggiungere una dieta abbastanza varia nel giro di una settimana-10giorni a seconda della tolleranza individuale.

Utili integrazioni sono enzimi digestivi, probiotici e glutammina, vitamine del gruppo B, magnesio.

Per poi mantenere una certa regolarità alcuni cibi andrebbero sempre evitati o in ogni caso consumato con moderazione ed in piccole porzioni: cereali che contengono glutine, mais, zuccheri, alcol, caffeina, latticini, lieviti, alcune verdure, albume dell'uovo, alcuni legumi, soia, arachidi.

Per evitare carenze e/o inutili privazioni è molto importante indagare la presenza di intolleranze e/o ipersensibilità alimentari, in modo da individuare e personalizzare le scelte alimentari ed evitare il ripresentarsi del disturbo.

Ad esempio alcuni soggetti potrebbero giovare di una dieta a basso consumo di cereali in genere, legumi, alcuni vegetali come patate, pomodori, peperoni, melanzane, verdure molto fibrose, alcuni tipi di frutta (pesche, mele, pere…), frutta a guscio, latticini, lieviti.

Attraverso la loro riduzione/eliminazione sarà poi possibile testarne la reintroduzione, provando un alimento per volta e ascoltando la risposta del proprio corpo.

Conoscersi è parte del gioco!

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