TRANS FAT

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I grassi TRANS industriali sono dannosi per la salute, sono responsabili di un aumentato rischio cardiovascolare, riducono il colesterolo HDL, aumentano quello LDL (favorendo la formazione di LDL piccole e dense) e soprattutto aumentano l’infiammazione e l’insulino resistenza. I grassi TRANS danneggiano la funzione epatica, hanno effetti disastrosi su colesterolo e trigliceridi, ancor più se associati ad un elevato consumo di carboidrati e zuccheri.
Pensiamo all’accoppiata patatine fritte (in olio di mais, soia, girasole…) e bibite zuccherate: malanni assicurati.

I grassi TRANS INDUSTRIALI

Si formano quando i grassi poli insaturi (come gli oli di soia, mais e di semi) vengono sottoposti ad un processo di idrogenazione, ovvero quando sono esposti al calore, all’idrogeno e ad un catalizzatore.
Questo processo converte alcuni dei doppi legami cis in trans, modificandone la conformazione molecolare rendendoli più solidi e più stabili all’ossidazione. Per questo motivo oli idrogenati o parzialmente idrogenati ricchi di grassi trans sono stati largamente usati nell’industria alimentare per ottenere prodotti economici e conservabili a lungo.
Gli alimenti a più alto contenuto di gassi trans sono le margarine, i prodotti da forno e snack industriali, i cibi pre cotti, il fast food.

Per la salute dell’uomo questi grassi hanno effetti disastrosi.
In numerosi studi i grassi trans sono associati ad un aumento del colesterolo LDL, una riduzione del colesterolo HDL, aumentata infiammazione e rischio cardiovascolare, ad effetto dose dipendente.
Alcuni ricercatori evidenziano inoltre un’associazione tra grassi trans e diabete, mediata da un aumento dell’insulino resistenza (quando questi grassi si insediano nelle membrane cellulari danneggiano la funzione recettoriale e impediscono il trasporto del glucosio nella cellula).
Grassi trans, infiammazione, resistenza insulinica e interazione nella comunicazione cellulare che regola proliferazione ed apoptosi, fanno ipotizzare ad un ruolo nell’eziopatogenesi del cancro.

Nel giugno del 2015 l’FDA (Food and Drug Administration) ha stabilito per legge che i grassi tans non sono sicuri e a partire da giugno 2015, entro 3 anni, tutti i cibi preparati negli Stati Uniti non devono contenere grassi trans.

I GRASSI TRANS NATURALMENTE PRESENTI NEGLI ALIMENTI

È bene distinguere i grassi trans di origine industriale da quelli naturalmente presenti negli alimenti perché hanno ruoli completamente diversi.
I grassi trans si trovano naturalmente nella carne e nei latticini. I ruminanti sono dotati di specifici batteri intestinali che formano grassi trans attraverso un processo di bio-idrogenazione, con una struttura diversa dai trans industriali e di conseguenza con un comportamento diverso nel corpo umano.

I grassi trans naturalmente presenti nella carne e nei latticini NON aumentano il rischio cardiovascolare, anzi alcuni di questi, come il CLA (acido linoleico coniugato), hanno un ruolo antiossidante e anti infiammatorio, migliorano la sensibilità insulinica, facilitano la perdita di grasso e il miglioramento della massa muscolare. Nella maggior parte degli studi hanno un ruolo neutro e/o protettivo rispetto le malattie cardiovascolari.

Questi effetti positivi sono dovuti al consumo di alimenti che contengono naturalmente grassi trans come la carne ed i latticini di animali nutriti con erba e fieno (grass-fed), NON attraverso supplementazione.

Se mangiamo cibo “vero”, naturale, non processato industrialmente e scegliamo carne di animali grass fed e pesce pescato, il nostro apporto di grassi trans industriali sarà praticamente zero, mentre ci assicureremo un apporto sufficiente di grassi trans naturali potenzialmente benefici.
Dobbiamo inoltre ricordare che la nostra dieta deve essere anti infiammatoria, a basso carico glicemico, per tenere a bada i valori di insulina e l’infiammazione.

Bibliografia e riferimenti: https://www.thepaleomom.com/trans-fats-what-are-they-and-why-are-they-bad/

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