È proprio necessario perdere peso?

da | Gen 14, 2018 | Blog

Quando incontro nuovi pazienti con la richiesta di perdere peso cerco sempre di fermarmi un attimo e capire quali sono le motivazioni delle loro richieste e quali sono i loro obiettivi.

Prima di mettere in atto cambiamenti alimentari, di stile di vita e allenamenti è necessario capire se questa persona che ho di fronte è un buon candidato per perdere peso in modo sicuro e sostenibile.

Ciascuno di noi ha la sua storia, le sue paure, le sue difficoltà, le sue problematiche di salute, le sue ossessioni, i suoi limiti. Senza conoscere tutto questo è per me impensabile proporre un percorso terapeutico.
Esistono più protocolli dietetici per determinate problematiche, per il calo di peso, per il miglioramento della composizione corporea, ma se uno di questi porta ad ottimi risultati per un paziente non è automatico che lo stesso sia efficace per un altro.
Ognuno di noi risponde metabolicamente, reagisce emotivamente e psicologicamente in modo del tutto personale.
Studio protocolli, cerco risposte a varie problematiche, trovo indicazioni e applicazioni, ma poi mi scontro con la realtà del paziente e tutto di nuovo in discussione per trovare ciò che è più adatto e realizzabile in quel determinato momento.

Tornando alla richiesta per un calo di peso, cosa chiedere? Cosa conoscere?

Se si tratta del sesso femminile (ahimè la maggior parte delle volte) è importante indagare la presenza e la regolarità del ciclo mestruale. Se il ciclo è irregolare e/o assente il calo di peso può non essere la scelta migliore, anche se non si è sottopeso. Questo è vero soprattutto in casi di amenorrea ipotalamica, da sotto nutrizione, insufficiente massa grassa, eccessivo esercizio fisico. In alcuni casi di PCOS con oggettivo sovrappeso/obesità invece un calo di peso potrebbe aiutare a risolvere o migliorare la patologia stessa.

Quali sono gli obiettivi di peso richiesti?
A volte mi vengono proposti obiettivi di peso numerici non compatibili con un buon stato di salute. La bilancia indica un numero che non corrisponde sempre ad obiettivi ragionevoli e realistici, il rischio è perdere peso ma anche energia, concentrazione, serenità.
Molti soggetti normopeso giovano molto più di un miglioramento della composizione corporea, favorendo la crescita muscolare. Questo permette di essere soddisfatti del proprio corpo indipendentemente da quel numero “malefico” sulla bilancia.

Siete stressati???
Tenere conto dei livelli di stress è fondamentale. Scegliere il momento più opportuno per concentrarsi sul cambiamento di stile di vita e alimentare è necessario ai fini del successo terapeutico e per avere le energie atte a sostenerlo.

Dormite a sufficienza?
Il risposo notturno, tra 7-10 h, è necessario all’equilibrio metabolico ed ormonale. Se non mettete in conto di modificare alcuni aspetti dello stile di vita, i risultati in termini di controllo del peso potrebbero essere rallentati e/o ostacolati.

Quanto vi state allenando?
Fare esercizio fisico regolarmente è parte integrante di un percorso terapeutico.
Non di rado mi trovo di fronte a ragazze/donne e/o atleti che sostengono livelli di allenamento intensissimi, massacrandosi con ore ed ore di esercizi e rischiano di trovarsi in over training,
Situazione che paradossalmente può portare ad aumento di massa grassa, perdita di massa muscolare, stanchezza, scarsa capacità di recupero. L’over training impatta negativamente il sistema immunitario, è spesso associato a fatica cronica, depressione, ipotiroidismo, disordini gastrointestinali, insonnia, bassa concentrazione.
In questi casi prima di tutto è importante curare lo stress da over training, a volte riducendo l’intensità e/o la frequenza degli allenamenti per poi trovare un equilibrio e il giusto timing di riposo.

Valutare la composizione corporea.
Quando perdere peso è una scelta terapeutica adeguata? Quando la massa magra è adeguata.
La massa magra è quella metabolicamente attiva, quella che alza il metabolismo basale.
Intraprendere un percorso di calo di peso quando la massa magra è insufficiente potrebbe peggiorare la situazione.
Inoltre migliorare la massa magra aumenta la tonicità e a volte la soddisfazione anche senza perdere numericamente peso.

Come e quanto state mangiando?
Se state già mangiando come un uccellino non è una buona idea pensare di intraprendere una restrizione alimentare, andreste a rallentare il metabolismo (causa alterazioni di segnali ormonali quali leptina, adiponectina, grelina) e a peggiorare sintomi legati ad ipo nutrizione come stanchezza, scarsa concentrazione, irritabilità.
In questi casi è anzi terapeutico aumentare l’apporto alimentare per riattivare gli assi metabolici (una reverse diet).

Una volta chiariti questi punti e accertato che il paziente è un buon candidato ad un calo di peso, come procedere?
– Obiettivo miglioramento della composizione corporea: mantenere/minimizzare la perdita di muscolo e ridurre la massa grassa, questo significa dimagrire.
– Non scendere troppo con le calorie e assicurarsi un adeguato apporto proteico e di acidi grassi essenziali.
– Modulare carboidrati e grassi a seconda dell’individuo e del tipo e grado di allenamento, ricordando che i due macronutrienti in genere sono inversamente proporzionali: quando si abbassano i carboidrati si possono alzare maggiormente i grassi e viceversa.
– Identificare e curare eventuali carenze nutrizionali, in particolare vitamine e minerali e antiossidanti.
– Correggere in itinere l’approccio alimentare a seconda dei risultati.
– In soggetti che devono perdere molto peso può essere utile ciclizzare periodi di calo di peso e periodi di stabilizzazione del peso perso. In questo modo la fase di mantenimento permette di prendere una pausa psico-fisica prima di concentrare di nuovo energia per un’ulteriore fase di calo.

Gestire un percorso per il calo di peso può essere facile, tortuoso, impegnativo, accattivante, difficile, sostenibile, stressante, divertente…a volte seguire indicazioni dietetiche e allenarsi con regolarità non è sufficiente ed è necessario chiedere l’aiuto più opportuno.
Anche noi professionisti dobbiamo essere in grado di riconoscere quale aiuto possiamo dare e collaborare con colleghi per il bene del paziente.

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