Condivido un video di una collega biologa, la drssa Sabrina Basciani, con esperienza in diete chetogeniche.
Approccio dietetico che ancora *spaventa* molti pazienti, ma soprattutto, ahimè, molto colleghi, molti medici.
La chetogenesi indotta dalla dieta non ha nulla a che vedere con la chetoacidosi (che si manifesta in casi di assenza di insulina come nel diabete tipo1 e/o nella chetoacidosi alcolica).
La riduzione dei carboidrati dietetici permette uno shift metabolico che porta il nostro organismo ad utilizzare i grassi come fonte di energia e/o per produrre corpi chetoni (nei mitocondri epatici), un’altra forma di energia importantissima per il cervello (in grado di utilizzare glucosio e corpi chetonici, ma non acidi grassi direttamente), per i muscoli e per le cellule dotate di mitocondri.
I vantaggi della dieta chetogenica, al di là del calo di peso, sono di carattere metabolico. In poche settimane si riduce il volume epatico di pazienti con steatosi, si riduce il grasso viscerale, la glicemia scende a valori quasi normali. In 8 settimane la riduzione del grasso a livello del pancreas aumenta la capacità di produrre insulina favorendo il ripristino di un controllo glicemico accettabile.
Molti lavori scientifici dimostrano come la dieta chetogenica permetta una consistente riduzione della terapia farmacologica.
Non fermiamoci di fronte a ciò che si discosta da quello che è sempre stato fatto (ci sarà un perchè obesità e sindrome metabolica, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari permangono come malattie croniche).
La salute del paziente va preservata e messa al primo posto. Se ci sono terapie dietetiche in grado di funzionare vale la pena conoscerle, studiarle, metterle in pratica.
La dieta chetogenica è una *terapia* per cui va affrontata con un medico e con un professionista che si occupi di dietetica e nutrizione (dietisti e biologi).
questo il link per il video.




