FRUTTOSIO: CROCE O DELIZIA

da | Mag 20, 2024 | Blog

Ricordo durante il tirocinio universitario presso l’ambulatorio al centro anti diabetico come alcuni professionisti consigliassero il fruttosio come dolcificante ed al contempo bandissero tutta la frutta ai pazienti tranne la famosa mela verde granny smith.

Mi sembrava così paradossale!

Il fruttosio è un monosaccaride come il glucosio ma non può essere utilizzato dalle cellule come tale, deve essere “trasformato” mediante reazioni enzimatiche che “costano” energia (ATP) e gli permettono di entrare nella via della glicolisi (incrociando quella del glucosio).

Le cellule intestinali sono in grado di convertire parte del fruttosio a glucosio ed acidi organici che vanno al fegato, parte del fruttosio viene metabolizzato dal muscolo ma sempre ad un certo costo (consumo di ATP) per incrociare la via del glucosio, ma la preponderante quota se ne va al FEGATO

Nel fegato il fruttosio passa da una catena di reazioni enzimatiche in cui viene consumata energia, può essere usato per fare glucosio di nuovo (o glicogeno, ovvero una forma di deposito epatico), fare trigliceridi, può essere metabolizzato e dare un pochino di energia (ATP), ma una buona parte aumenta la produzione di acido urico

Il consumo di fruttosio in natura è correlato alla stagione estiva, quella che precede letargo e carestia. Il segnale dato dal consumo di ATP (costo) + il segnale di fare scorte per l’inverno si traduce con: 

  • Aumento di acido urico (stress ossidativo mitocondriale) 
  • Predisposizione ad immagazzinare scorte sotto forma di tessuto adiposo 
  • Aumento del rischio di deposito di grasso intra epatico (FATTY LIVER o STEATOSI) 
  • Aumento della fame (dobbiamo procacciare cibo per fare scorta!) e della sete 
  • Predisposizione ad insulino e leptino resistenza 
  • Aumento della pressione arteriosa 
  • Aumento della glicolisi e del lattato
  • Riduzione dell’attività mitocondriale 

 

Come se ci dovessimo preparare al peggio, ambiente sfavorevole, senza cibo, acqua, ossigeno, luce = allarme rosso! 

 

in natura le fonti principali di fruttosio sono frutta, miele e qualche ortaggio, tutti cibi che non sono fruttosio puro, ma un pool di nutrienti, micronutrienti, antiossidanti e fibre. 

Il grosso problema di oggi è il fruttosio presente in prodotti da forno dolci o salati, nelle bevande zuccherate, in tutti gli alimenti in cui sia presente saccarosio (glucosio + fruttosio), in dolcificanti considerati healthy come lo sciroppo d’agave… 

O in qualche moda poco “furba” dove si sostituiscono i pasti con piattoni di frutta e/o smoothies e/o centrifughe in cui la frutta viene bevuta! 

Molti prodotti industriali oltre al fruttosio come tale o sotto forma di saccarosio contengono anche sale (che a sua volta aumenta la conversione di glucosio a fruttosio). Questo connubio aumenta lo stimolo di fare tessuto adiposo perché non è solo deposito di energia in forma di trigliceridi ma anche sede di scorta idrica.

Oltre a fruttosio e sale in una dieta altamente processata e snaturata ci sono anche alte concentrazioni di glucosio e di oli vegetali polinsaturi raffinati. 

Il fruttosio consumato in eccesso inoltre danneggia l’intestino aumentando la permeabilità intestinale, così come la barriera ematoencefalica raggiungendo il cervello… BOOM!  

Nel cervello addirittura aumenta l’attività della corteccia visiva che ci porta a procacciare cibo. 

Tutto quanto raccontato sommato insieme aumenta infiammazione, stress ossidativo, disfunzione mitocondriale = non funzioniamo più bene e il metabolismo energetico va in tilt. 

Quindi?

  • SI il fruttosio sotto forma di saccarosio, high fructose corn syrup, sciroppi, smoothie e centrifughe, alimenti dolci o salati processati vanno evitati.
  • NO la frutta non causa tutto questo se è consumata stagionale, locale, varia, in quantità moderata e con buon senso, mangiata e non bevuta!  

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