Monitoraggio continuo della glicemia

da | Set 23, 2020 | Blog

Appena terminati i 14 giorni di monitoraggio continuo della glicemia che ho deciso di provare su di me per avere maggior consapevolezza in merito a cosa succede in relazione a diversi stressors.

La glicemia e le sue oscillazioni sono segnali vitali, ci raccontano molto di noi, della nostra capacità di gestire gli allenamenti, il sonno, lo stress, l’alimentazione.

Le variazioni della glicemia risentono di stati infiammatori, di infezioni, dello stato nutrizionale di un individuo.

Lavorare sull’equilibrio glicemico ed insulinemico è uno dei punti cardini del mio lavoro.

Più volte ho raccontato quanto glicemia ed insulina correlino con l’efficienza metabolica, con l’equilibrio ormonale, infiammatorio ed immunitario.

Quando la glicemia (e di conseguenza l’insulina che la rincorre) va sulle montagne russe cosa può succedere?:

  • Alterazione del ritmo circadiano del cortisolo
  • Crollo di energia, fame continua, ricerca di cibi dolci e/o caffè.
  • Aumento del grasso viscerale.
  • Ansia, umore instabile.
  • Brain fog.
  • Risvegli o scarsa qualità del sonno.
  • Ciclo irregolare, doloroso, abbondante.
  • Dominanza estrogenica.
  • Aumento di TBG e riduzione degli ormoni tiroidei liberi.
  • Riduzione SHBG e aumento del testosterone libero (testosterone libero + insulina = proliferazione, crescita).
  • Aumento eliminazione di magnesio e calcio.
  • Disbiosi intestinale.
  • Infiammazione intestinale.
  • Infezioni vaginali.
  • Acne, irsutismo, acanthosis nigricans
  • aging accelerato

Ho potuto fare questo esperimento con un sensore, ahimè poco conosciuto, che monitora la glicemia in continuo per 14 giorni.
Freestyle libre (abbott) si applica nella parte posteriore del braccio in modo molto semplice e senza dolore.
In qualsiasi momento, grazie all’App dedicata, è possibile scansionare il sensore e vedere il valore della glicemia. Il parametro è abbastanza attendibile per lo scopo con cui l’ho usato.
Mi sono confrontata con una collega che lavora in diabetologia pediatrica e mi ha detto che loro lo usano con i bambini, ma nel diabetico, consigliano il doppio controllo con il glucometro classico, soprattutto quando i valori sono troppo bassi o troppo alti.

Ho potuto apprezzare come alcuni pasti influiscono poco sulla glicemia, come cambiano le curve mangiando questo o quest’altro cibo, con l’una o l’altra associazione, in un ordine piuttosto che un altro, cenando presto o tardi, se sono tranquilla o dopo un lungo viaggio…

Ad esempio: meglio uno spuntino con un frutto oppure con frutta a guscio?
Una manciata generosa di noci, semi di girasole e cioccolato fondente mi ha lasciato sazia e non ci sono state variazioni glicemiche durante un lungo e stressante viaggio in treno.

E il sonno?
È pazzesco l’impatto che una notte insonne ha avuto sulle oscillazioni glicemiche giornaliere.

Se volete dare un occhio a qualche esperimento andate sulle mie pagine facebook ed instagram.

Le oscillazione glicemiche e di insulina non riguardano solo persone che mangiano male, tanto, tanti zuccheri/dolci etc.

Ho notato più volte che molte donne, per esempio, mangiano tendenzialmente pochino, scegliendo alimenti di prima qualità, consumando verdure e frutta, smoothie/estratti di verdure e frutta, cereali integrali, un pò di pesce, ogni tanto qualche uovo…
Tuttavia sono sempre molto stanche, irritabili, hanno sempre fame, anche a distanza di 1 h dal pasto e sentono il bisogno di millemila spuntini.
Perchè? A fronte di una dieta scarsa in grassi e proteine (eh già molte donne ne hanno una grandissima paura o ne misurano quasi ossessivamente le quantità), pur mangiando molto bene e di qualità, si presenta una difficoltà non trascurabile a mantenere stabile la glicemia.
Si passa da un picco in alto ad un picco in basso (ipoglicemia reattiva) più volte nella giornata.

In altri casi c’è invece una tendenza a valori elevati, e qui cadono i soggetti che mangiano male, di scarsa qualità, alimenti confezionati, passando da snack dolci e salati.
Il costante valore glicemico elevato conduce alla resistenza insulinica, infiammazione, disordini metabolici ed ormonali, complicanze vascolari e neurodegenerative.

Per me è stata un’esperienza costruttiva, molto interessante, mi ha fatto toccare con mano quanto lo stile di vita nel suo complesso sia importante per stare bene.

L’alimentazione, il sonno, l’esercizio fisico, lo stress, il digiuno, il freddo o il caldo, i viaggi, il sole… pezzi di un grande puzzle, pezzi che si incastrano diversamente perchè ognuno ha un proprio equilibrio per sentirsi bene ed essere in salute.

Tirare troppo con una dieta restrittiva o complicata (e non sostenibile), allenarsi senza adeguato riposo, non riuscire ad avere un sonno riposante, lasciarsi andare al sacchetto di patatine o al pacco di biscotti tutte le sere sul divano, tenere ritmi di lavoro sovrumani 24h/24H 7g/7g, perdere relazioni sociali…
Tutto questo prima o poi si ritorce contro di noi.

Vi lascio con una frase di una carissima (e preziosa) persona: “se lo puoi misurare, lo puoi migliorare”.

 

AGGIORNAMENTO A DISTANZA DI OLTRE UN ANNO

Ho iniziato a lavorare con il sensore CON i miei pazienti, risultati stupefacenti! Sono contentissima ed entusiasta.

Ad oggi sono disponibile ad intraprendere questo percorso di conoscenza e consapevolezza di sé, riservandomi di valutare caso per caso “come” e “se” approcciare il lavoro con il sensore.

Per 14 giorni sarete in grado di auto monitorarvi, ma con la mia supervisione e con il mio supporto continuo, ho infatti la possibilità di vedere da remoto cosa succede, come se fossi con voi.

Ho provato e riprovato più APP e per il momento la scelta ricade su 3, che scelgo accuratamente a seconda della persona con cui mi trovo a lavorare:

Il sensore (CGM = continuous glucose monitoring) misura i valori di glicemia interstiziale, molto vicini a quelli ematici, fatta eccezione per i momenti di rapida variazione delle curve.

In alcuni casi ci possono essere delle differenze tra i 15/20 ai 40 mg tra sensore e glucometro.

per questo motivo ritengo altrettanto utile uno strumento come KETO MOJO, un glucometro con cui possiamo misurare glicemia e chetonemia con lo stesso apparecchio.

Lo stato di chetosi (parlando di soggetti sani) in passato è sempre stato presente ad intermittenza, ci ha permesso di sopravvivere alle carestie, ottenendo energia grazie alla produzione dei corpi chetonici a partire dai grassi.

Ulteriori informazioni preziose per capire come state e come migliorarvi!

Scrivetemi se siete interessati, è un’esperienza davvero interessante ed utile, ma SOLO se c’è qualcuno di competente che vi aiuta a gestire i dati e a capirli!!!

FORTEMENTE SCONSIGLIATO FARE DA SOLI, credetemi è complicato anche per me a volte comprendere!!!

Articoli Recenti