RESET THE CLOCKS: PERCHE’?

da | Gen 19, 2026 | Blog

Nel mio logo, volutamente essenziale, ho scelto di inserire questa espressione perché rappresenta in modo chiaro un fondamento del mio approccio.
Accanto al lavoro sul monitoraggio continuo della glicemia, considero i ritmi circadiani un pilastro imprescindibile della mia pratica.

 

 

I ritmi circadiani non sono un trend né un concetto teorico: costituiscono una base fisiologica del funzionamento umano, insieme ai ritmi ultradiani e infradiani.

Ogni cellula e ogni organello rispondono ai ritmi generando un complesso e affascinante ingranaggio fitto di segnali: 

  • Riparare o reagire 
  • Digerire o difendersi 
  • Calma o eccitazione 
  • Dormire profondamente o rimanere in allerta 
  • Costruire o demolire
  • Ripulire o accumulare 

Un disallineamento cronico rispetto a questi ritmi compromette l’efficienza dei sistemi biologici.

 

L’OSSERVAZIONE DEI DATI COME PUNTO DI PARTENZA

Il mio interesse per la cronobiologia nasce dall’osservazione diretta dei dati, in particolare da quelli derivati dal monitoraggio continuo della glicemia (CGM) e da altri dispositivi wearable in grado di rilevare sonno, attività fisica, frequenza cardiaca e variabilità della frequenza cardiaca (HRV).

Un elemento emergeva con costanza: le variazioni di queste metriche in relazione al timing degli eventi, inclusi i pasti.

Modifiche apparentemente minime — come l’orario di un pasto, il momento dell’attività fisica o l’esposizione serale agli schermi — producevano risposte fisiologiche misurabili e riproducibili.

Il dato, reso visibile e comprensibile, diventava così uno strumento operativo per:

  • orientare i comportamenti
  • guidare le scelte quotidiane
  • intervenire sull’ambiente

con l’obiettivo di migliorare disfunzioni metaboliche, supportare percorsi terapeutici o adattare lo stile di vita al proprio modo di funzionare. 

 

RITMO, ENERGIA E APPROCCIO INTEGRATO

La possibilità di osservare cambiamenti significativi anche in tempi relativamente brevi ha progressivamente orientato il mio lavoro verso una visione più ampia: la gestione dell’energia come risultato dell’integrazione tra ritmo biologico, ambiente e comportamento.

il ritmo della natura nel ritmo umano, un affascinante sinergia che non si ferma mai. 

Quell’energia senza la quale tutto si ferma o funziona male. 

 

Vedere le patologie da questo punto di vista apre nuovi scenari, consente di ampliare il campo di intervento e di individuare nuove leve terapeutiche.

 

RITMI CIRCADIANI E SALUTE CARDIOVASCOLARE

Un esempio rilevante è rappresentato dalle patologie cardiovascolari.

Le alterazioni del ritmo circadiano sono associate a:

  • disordini cardiovascolari
  • ipertensione
  • obesità
  • diabete
  • alterata regolazione glicemica

È noto inoltre che:

  • gli eventi cardiovascolari presentano una maggiore incidenza in specifiche fasce orarie
  • l’efficacia di alcune terapie farmacologiche varia in funzione dell’orario di somministrazione

I ritmi circadiani influenzano numerosi sistemi coinvolti nella salute cardiovascolare, tra cui:

  • regolazione ormonale
  • sistema nervoso autonomo
  • funzione vascolare
  • processi infiammatori
  • omeostasi del glucosio
  • metabolismo energetico

RIALLINEARE GLI OROLOGI BIOLOGICI

Luce e buio, regolarità del sonno e del risveglio, orari dei pasti, attività fisica, temperatura ambientale e contatto con la terra rappresentano sincronizzatori biologici potentissimi.

Un loro utilizzo consapevole consente di intervenire sull’equilibrio del sistema.

In condizioni come ipertensione o iperglicemia, ad esempio, una revisione del timing dei pasti e una maggiore regolarità del ritmo sonno-veglia — supportata dall’esposizione alla luce naturale diurna e dal rispetto del buio notturno — possono affiancare in modo efficace il trattamento, migliorandone gli esiti, possono essere una prima linea di intervento, quindi essere parte di un un percorso integrato. 

 

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